Ma quanto è diventato complesso e dissonante il mondo? Per rendersene conto basta collegarsi a internet o accendere la televisione per venire travolti da carestie, crisi sociali ed economiche una via l'altra e, nelle ultime settimane, anche dalla terribile guerra in Ucraina.
Si tratta di sfide che molte generazioni prima della nostra hanno affrontato, spesso con esiti drammatici, ma che ora diventano ineludibili. Oggi questo pianeta sovraffollato e rutilante ha esaurito gli spazi, le vie di fuga. Non c'è letteralmente alcun altro posto in cui andare e tutto è inestricabilmente connesso.
Lo si era detto per decenni: un battito d'ali di una farfalla in Asia può scatenare una tempesta a New York. Per quanto questa affermazione suonasse inverosimile, ora che abbiamo scoperto cosa - pare - abbia provocato anche qui da noi un pipistrello cinese, e cosa possa accadere quando una potenza nucleare come la Russia scateni un conflitto, forse potremmo finalmente capire la lezione.
Negli ultimi due anni però, le continue immagini di morte trasmesse dai mass media, la pandemia da Covid-19 e la guerra, hanno innescato un vero e proprio corto circuito. Ciò che ci viene a ogni ora del giorno e della notte scaricato letteralmente in faccia è così intollerabile che per molti l'unica reazione possibile è sottrarsi al dominio del male e spegnere televisione e computer.
La solitudine, d'altronde, è indispensabile anche per guardarsi dentro, capirsi meglio. Lo yoga è un modo per addentrarsi in questa condizione della mente che, più viene approfondita, più trascende la mente per spalancare le porte dell'anima.
Per farne esperienza, è necessario sedere a gambe incrociate nella propria stanza e raccogliersi in silenzio. Osserviamo il paesaggio mentale senza giudicarlo e semplicemente, con pazienza, alleniamoci a restare focalizzati sulla respirazione. E poi mettiamola alla prova questa concentrazione, cominciando a eseguire alcuni asana. Più la pratica yoga richiederà impegno e dedizione, più scopriremo come la combinazione tra posture, respirazione e consapevolezza serva ad accedere a nuovi processi di comprensione capaci di attraversare il fuoco di sbarramento del pensiero. Alla fine si approderà a una mente diversa da quella che si è abituati a possedere: più serena, più sgombra, più lucida.
Soltanto in questa condizione così particolare affiorerà l'intuizione che il raccoglimento e l'ascolto interiore dello yoga servano non tanto a scacciare il mondo con tutti i suoi guai; quanto più a spegnerne il rumore di fondo, il frastuono che l'accompagna, e imparare a soppesarlo nelle sue differenze, nelle sue durezze, nei suoi misteri.
Lo scopo è insomma trovare dentro di noi strumenti e nuove forme d'indagine che ci insegnino a fare ciascuno il proprio meglio per interrompere il ciclo degli errori che rendono il mondo un luogo triste e pericoloso.
Altrimenti poi, finita una tragedia ne comincia un'altra. Insomma, la rivoluzione comincia da noi stessi. E come sostiene il Grande Maestro Patanjali nel suo testo immortale Aforismi dello yoga, questa rivoluzione comincia con Ahimsa, il rifiuto di ogni violenza.