“Diventa un abile insegnante di yoga! Basta un weekend”. Suonava più o meno così il post pubblicitario di un “corso di formazione” (notare le virgolette, grazie) apparso sui social network qualche mese fa. Un tizio sveglio aveva subito commento. “Soprattutto abile!”.
Che dire, certe faccende è meglio prenderle sul ridere. D’altronde è più che ovvio che non basta un fine settimana per imparare alcunché, figuriamoci una disciplina complessa come lo yoga!
Personalmente, me ne occupo da ventitré anni e ogni giorno scopro intuizioni, teorie e tecniche capaci invariabilmente di mettere in discussione le mie conoscenze. Tocca studiare e aggiornarsi, insomma, con pazienza. E senza mollare mai.
Uno dei macro-temi dello yoga sempre da approfondire è quello del Pranayama. È l’insieme delle tecniche che, insegnando a controllare il respiro, aiutano a scoprire, governare e indirizzare dove si desidera il flusso del Prana, l’energia vitale. Si tratta quindi non tanto di esercitarsi a diventare apneisti (i quali - per inciso - ben conoscono le tecniche del pranayama e molti sono convinti praticanti yoga) quanto di dedicarsi a un’operazione
che ha bisogno di essere sentita nella propria carne per essere compresa.
In modo grossolano possiamo dire che si tratta di eseguire respirazioni a narici alternate, simmetriche, asimmetriche, con apnee piene e vuote, con inspirazioni e/o espirazioni frazionate, con la glottide contratta eccetera, ma come sempre nello yoga è fondamentale l’esperienza. Basti qui dire che il Pranayama è in grado di trascendere il corpo fisico per agire nel corpo sottile e scoprire un nuovo, e ben più elevato, livello di consapevolezza. Di ciò che autenticamente si è. E perché - in definitiva - si sta al mondo.
E se questo può sembrare un obiettivo fuori dagli interessi di molti, interessanti per tutti però sono i benefici più manifesti del Pranayama: liberazione delle vie respiratorie, aumento della concentrazione e dell’autostima, riduzione del cortisolo, l’ormone “dello stress”, miglioramento della capacità polmonare, stabilizzazione del ph sanguigno, stimolazione del nervo vago e molti altri.
A chi ha intenzione di avventurarsi nell’affascinante universo del Pranayama. può venire in soccorso Pranayama - La dinamica del respiro di Andre Van Lysebeth. Il libro era stato pubblicato originariamente nel 1971 ed è disponibile in Italia nell’edizione Astrolabio. Leggendolo si comprende facilmente come il grande maestro belga si faccia forte del suo sguardo occidentale, focalizzato sul dettaglio delle tecniche di esecuzione, per riuscire nel difficile compito di parlare a tutti.
Non di meno, nulla dell’insegnamento yogico originario va perduto, tanto che la parte iniziale del volume è dedicata allo studio del Prana. Il primo capitolo si intitola proprio “Il Prana. Che cos’è? Cosa ne pensa la scienza?”
A questa parte teorica introduttiva seguono capitoli densi di raccomandazioni, trucchi, informazioni, relativi all’esecuzione di alcuni dei Pranayama più noti: gli immancabili Nadi Shodana e Ujjayi e il ben meno frequentato Viloma Pranayama. E poi ancora: l’importanza del ritmo, il controllo della cintura addominale, la misura del respiro e gli accorgimenti necessari per farlo fluire liberamente nel corpo fisico e in quello sottile. Van Lysebeth si sofferma con dovizia di particolari su ogni aspetto di ciascun Pranayama.
Chiudono il volume I Bandha, le contrazioni muscolari, che spesso accompagnano l’esecuzione dei Pranayama allo scopo di intensificarne gli effetti.
Il libro ha i suoi anni ormai, e dal giorno della sua uscita a oggi lo yoga, e soprattutto il mondo che ruota attorno allo yoga, è molto cambiato. Alcune categorizzazioni oggi possono apparire discutibili, la suddivisione tra Pranayama esoterici e non, ad esempio; ma è indubbio che, nell’affollato panorama dei testi che si occupano delle tecniche in questione, quello del maestro belga rimane uno dei più interessanti e leggibili. Le sue 280 pagine possono insegnare molto a chi voglia dedicare anni di studio e pazienza all’arte del Pranayama.
Ci si potrebbe allora chiedere, a questo punto, quanti degli insegnamenti di Van Lysebeth vengano contemplati dal famigerato corso “Diventa un abile insegnante di yoga! Basta un weekend”. Davvero, sarebbe bello saperlo!