Capita a molte persone. A un certo punto della vita ci si ritrova con le pile scariche; a causa di qualche pessima abitudine diventata immutabile, una relazione durata troppo a lungo, una grossa delusione o un lavoro che logora, sfianca, reprime le energie.
Che fare? Be', è ora di cambiare vita. E se è necessario, occorre il coraggio di rivoltarla come un calzino, fare tabula rasa di convinzioni inadatte alle sfide proposte dai tempi nuovi e ricominciare. Da zero. Da capo.
Una missione che fa tremare i polsi solo a pensarla, figuriamoci a metterla in atto. Ma per chi se la sente di tirare il dado e gettarsi in una vita nuova la soluzione potrebbe essere lo yoga.
Ma perché proprio lo yoga? In fondo, le opzioni per cambiare l'esistenza abbondano. Lasciare la famiglia e magari crearne una nuova, diventare genitori, mollare il vecchio impiego e lanciarsi alla ricerca di uno più gratificante; partire per il giro del mondo in barca a vela oppure, chissà, aprire un ristorante su una spiaggia caraibica.
Tutte avventure esaltanti, senza dubbio, ma accomunate dal medesimo problema. Per metterle in campo, e non parliamo poi di portarle a termine, servono tempo e coraggio. Due merci che non è detto siano nel bagaglio di tutti. Se non le si possiede, non resta che armarsi di pazienza e cercare per sé un nuovo ingrediente, una nuova spezia capace di riaccendere le energie, non fuori dalla vita che si fa, ma dentro la vita che si fa.
Anche perché non è detto che poi, trovandosi su una barca in tempesta a migliaia di chilometri dalla costa o alle prese con le mille grane provocate da un ristorante sulla spiaggia, uno sia così contento di come passa le giornate.
In ogni caso, velleitari tentativi a parte (a quanti corsi di cucina, bricolage o tango ci siamo già iscritti?), non è che in giro ci siano tante opportunità per fare niente meno che cambiare o almeno migliorare la propria vita.
Eppure è questa la promessa che lo yoga è in grado di mantenere. Attraverso l'ascolto del nostro mondo silente, con l'ausilio di tecniche ed esercizi che, nella loro continua ripetizione, puntano a un irraggiungibile e quindi sempre agognato perfezionamento, lo yoga ci dà la possibilità di osservarci fino al più recondito dei pensieri.
A questo servono le posture dello yoga, i pranayama, e tutte le altre tecniche che mirano, da lato a "inibire le modificazioni mentali" come insegna il grande maestro Patanjali, a quietare il laghetto delle mente perennemente smosso dal vento dei pensieri; dall'altro, a stimolare e governare la nostra energia vitale, il prana.
È grazie a questi strumenti, la mente sgombra da elucubrazioni inutili e il corpo rinvigorito, che potremo finalmente rivolgerci a curare ciò che davvero conta: l'anima, il Sé. Perché qualunque cosa ci accada poi è sempre questa entità misteriosa a soffrire.
Solo prendendone coscienza riusciremo a comprendere cosa, nella nostra vita, ci fa bene o male; cosa davvero nutre la persona autentica che è in noi e che non di rado si scosta dall'identità attorno alla quale si costruiscono famiglie, aziende, vite intere.
Lo yoga, proprio grazie alle sue innumerevoli difficoltà di concentrazione ed esecuzione, ai molti ostacoli che ci mette davanti, ha il pregio di rivelarci il segreto della nostra stessa identità. E sarà questa identità rinnovata a permettere a chi lo vorrà di ricominciare una nuova vita daccapo, oppure di aggiustare giorno dopo giorno la vita che si fa, negli ambienti e gli ambiti che gli sono consoni, fino a renderla un'avventura da vivere in piena coscienza.