Settembre: tempo di ricominciare con gli impegni. Il lavoro, che in molti casi è vissuto come un fardello di stress; la famiglia e gli amici, che anche loro si trasformano spesso in pesi non meno gravosi del primo. L’inizio della nuova stagione coincide insomma con la vita com’era prima delle vacanze, con le sue difficoltà, bizzarrie, svolte non sempre gradite.
Facile che qualcuno, magari dopo un’estate vissuta con la spina staccata e i piedi a mollo in un mare più che azzurro, non se la senta di affrontare un altro anno di meeting d’azienda, assemblee di condominio e grane familiari. Ed ecco che sorge l’idea: “Vado a fare yoga, così mi rilasso!”.
Benissimo, lo yoga è un’ottima idea! Non è mai troppo tardi per cominciare. Anzi, di solito, prima di presentarsi in sala è bene che sulle nostre spalle si siano già addensate abbastanza primavere ed esperienze da permetterci di vivere la pratica con quel mix di fiducia e distacco necessari. Altrimenti si rischia di restare delusi da una disciplina che dà molto di più di quanto ci si aspetti, ma che anche richiede un impegno superiore a quanto si immagini.
Lo dimostra in qualche modo proprio il rilassamento così universalmente richiesto alla yoga; segno dell’urgenza di trovare un equilibrio interiore nell’opprimente società dell’immagine, dei gruppi whattsapp con i loro continui tinnnn, delle agende fitte di appuntamenti, della rintracciabilità 24 ore su 24.
Aspetti del nostro mondo che, a ben osservarli, rivelano la loro natura pericolosa e vuota.
Non a caso, da questi buchi neri della coscienza scaturiscono i moderni mostri della visibilità a ogni costo (ad esempio quella dei criminali che filmano con orgoglio i loro misfatti) e la sua faccia eguale e contraria, quella degli hikikomori prigionieri delle loro camerette, dello loro paure.
Ovvio che si cerchi un modo per sfuggire a tutto questo caos tirando finalmente il fiato, abbandonandondosi su un tappetino alla ricerca di un balsamo che ci permetta di vivere la vita così com’è.
Ciò che però ben pochi tra i neofiti sospettano, è che lo stato di quiete che con lo yoga non solo si raggiunge, ma si impara piano piano a portare sempre con sé, non è che un effetto collaterale, e neanche il più importante, della pratica.
Identico discorso si può fare per la ritrovata elasticità che lo yoga regala a chi è abbastanza motivato da dedicargli un paio d’ore la settimana. Anche questa non è che un risultato secondario dell’attenzione che finalmente ci si dedica. Eccolo, il segreto dello yoga: dona il coraggio di raccogliersi in se stessi. Nel ritmo del proprio respiro. Nel battito del proprio cuore. In quella zona della mente che si spalanca oltre la girandola dei pensieri, delle responsabilità incombenti, dei troppi impegni che prendiamo con noi stessi e gli altri solo per costruire un’impressionante impalcatura di responsabilità alla quale è disumano ritenersi all’altezza.
Accettiamo i nostri limiti. Accettiamoci nelle nostre debolezze e imperfezioni perché è solo così che si può scoprire la nostra vera forza: lo slancio inarrestabile che è in noi e che - incessantemente - chiede disvelamento, spazio, libertà di espressione.
Lo yoga prova l’esistenza della serendipità, insomma; quella misteriose arte del vivere secondo cui cercando qualcosa si trova qualcos’altro. Allo stesso modo, con lo yoga si cerca il benessere soltanto per scoprire che questo benessere non è, come la società dei consumi vuole far credere, fuori di noi, in una vacanza più costosa, un abito più bello, un nuovo lavoro, un nuovo amore; ma è già in noi. Nel cuore dell’essere umano dove tutta, ma proprio tutta, la verità è già scolpita: cercati e ti troverai.
Il nostro vero Sé non è interessato a trovare una distensione che servirà soltanto a incaponirsi nella solita vita che facciamo. Alla nostra anima più segreta, che lo yoga chiama Atman o Purusha, interessa allentare la presa dalle vecchie abitudini per cambiarle. Solo così potremo lanciarci in una vita di scoperte più equilibrata e gioiosa; in una nuova avventura umana che può cominciare in ogni momento della vita. Proprio adesso, a settembre.